Cimitero di San Cataldo

Descrizione

Ancora prima dell’Editto di Saint-Cloud con cui Napoleone stabiliva di collocare le sepolture fuori dalle città, Francesco III d'Este decise nel 1771 di costruire un cimitero ad alcuni chilometri dalle mura urbane. Questa prima struttura, anonima e disadorna, consisteva in un recinto rettangolare con camere sepolcrali sui lati e uno spazio libero al centro.

Durante la Restaurazione le nuove esigenze di monumentalità e decoro portarono a un rifacimento della struttura affidato all’architetto modenese Cesare Costa (1821-1876). Il nuovo cimitero di stile neoclassico è a pianta rettangolare, caratterizzato da un quadriportico di ordine dorico, intervallato dal pronao della Chiesa del Suffragio, ispirata al Pantheon, e da edicole circolari, nelle quali sono inserite alcune tombe di famiglia. Parallelamente al porticato corre una galleria interna, con campate scandite da lesene.
La struttura fu costruita su un alto podio in muratura per contrastare il fenomeno frequente degli allagamenti, e presenta due livelli, uno sopraelevato per ospitare le tombe monumentali e l’altro, al di sotto del portico, per i loculi. Il grande spazio centrale, attraversato da due assi ortogonali, fu riservato alle tombe comuni.
Per la quantità e la qualità dei monumenti funebri presenti, il cimitero di S. Cataldo si configura come un vero e proprio museo di scultura all’aperto, con un diversificato repertorio di opere che vanno dagli ultimi decenni dell’Ottocento alla prima metà del Novecento, spaziando dal classicismo al verismo al liberty e al simbolismo.Vi lavorarono infatti diverse generazioni di artisti, formati nella locale Accademia Atestina, poi Istituto di Belle Arti, che avevano nella scultura funeraria una parte importante della loro produzione artistica.