Dall’Accademia Atestina al Regio Istituto d’Arte

Descrizione

Nel 1785 nasceva per volontà del Duca Ercole III d’Este la Scuola elementare di Disegno di Figura, di Nudo, di Scultura e di Ornato, elevata pochi anni dopo al rango di Accademia Atestina di Belle Arti. A dirigere la prestigiosa istituzione fu chiamato l’architetto vignolese Giuseppe Maria Soli, il quale fu incaricato di sistemarne la sede nel Convento di San Domenico, adiacente al Palazzo Ducale. 

Nel corso dell’Ottocento la scuola si sviluppò sotto la guida di artisti importanti come lo scultore Giuseppe Pisani, direttore dal 1821 al 1839, e soprattutto il pittore Adeodato Malatesta, che resse l’Accademia dal 1839 fino al 1891, anno della sua morte. Essi incrementarono le attrezzature didattiche e il patrimonio artistico di proprietà della scuola, ampliarono la dotazione libraria, elaborarono articolati piani di studio, riuscendo anche a provvedere sussidi per gli allievi più meritevoli.

Dopo l’Unità di Italia, nel quadro di una generale riorganizzazione degli istituti di insegnamento artistico, l’Accademia modenese fu declassata a Regio Istituto di Belle Arti, mantenendo un’impostazione didattica in sostanziale continuità con l’assetto precedente. Sono questi gli anni in cui il giovane Giuseppe Graziosi frequenta le aule modenesi, compiendo i primi passi del suo tirocinio artistico.

Nel 1923 con la Riforma Gentile la scuola subì una radicale trasformazione diventando Regio Istituto d’Arte, con il compito di “addestrare i giovani al lavoro e alla produzione artistica, a seconda delle tradizioni, delle industrie e delle materie prime della Regione”. Anche in questa occasione tuttavia furono mantenuti alcuni insegnamenti accademici accanto a quelli più tecnici dell’indirizzo prescelto, così da garantire agli allievi una preparazione artistica generale oltreché strettamente professionale.

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