Giuseppe Graziosi e il fascismo

Descrizione

Nel corso degli anni Trenta Giuseppe Graziosi fu chiamato a realizzare a Modena una serie di fontane pubbliche destinate a celebrare e a caratterizzare anche sul piano estetico i diversi interventi attuati dall’amministrazione fascista nel centro storico: il Putto con l'oca in piazza XX Settembre, la Fanciulla con canestro di frutta del mercato Albinelli, la Fontana dei due fiumi in Largo Garibaldi.

In tutte queste occasioni l'artista dovette misurarsi con le esigenze retorico-celebrative del regime e con la preferenza accordata da questo all’adozione di un moderno stile razionalista, evidente per esempio nel disegno della vasca dei due Fiumi. D’altra parte il carattere popolare dei soggetti e il tono verista così caro allo scultore si accordavano con il mito fascista della civiltà contadina. 

Già nel 1928 l’artista aveva realizzato il Monumento equestre a Benito Mussolini in bronzo, destinato ad essere collocato nel Littoriale, cioè lo stadio, di Bologna. L’incarico gli era stato dato dal podestà Arpinati, che lo aveva anche introdotto nello studio del Duce per qualche giorno, così da studiare il soggetto dal vero. L’opera, legata ai grandi monumenti equestri del rinascimento, fu distrutta nel 1943 e il metallo ricavato dalla sua fusione fu simbolicamente usato per la realizzazione di un monumento dedicato ai partigiani, opera di Luciano Minguzzi.

Della statua di Graziosi rimane il modello in gesso, custodito nella omonima gipsoteca.