Giuseppe Graziosi e la fotografia

Descrizione

Come molti altri artisti europei dell’Ottocento, anche Giuseppe Graziosi si avvicinò al mezzo fotografico, realizzando più di 2000 scatti nel corso della sua vita.

Al di là della diversità dei soggetti affrontati, dal paesaggio al nudo, alle città d’arte, Graziosi concentra la propria attenzione sulla figura umana, colta in modo spontaneo, quasi a voler fissare un pezzo di realtà, per costruirsi una ricca collezione di studi dal vero, da cui attingere in seguito per la sua produzione artistica. 

La fotografia consente a Graziosi di catturare soggetti vari e di riproporli successivamente in contesti spazio-temporali diversi, assemblandoli con abilità per ottenere una equilibrata composizione pittorica o plastica.

Mediati dal linguaggio fotografico sono inoltre alcuni caratteri formali, come i “tagli” e il “controluce”, largamente presenti nelle sue opere.

Nella sua attività di fotografo dilettante, Graziosi utilizzò spesso la stereoscopia, una tecnica di ripresa fotografica che permetteva, con l’aiuto di uno speciale visore, la visione tridimensionale.

E’ evidente come questo potesse aiutare l’artista nello studio prospettico e volumetrico dei corpi. Inoltre quando fotografava le sue modelle, Graziosi le poneva vicino a degli specchi, cosicché fossero molteplici le immagini della figura e riprese da più punti di vista, il che evidentemente ne agevolava successivamente la resa scultorea.