Gli anni di studio a Modena

Descrizione

Tra gli anni 1892 e 1898 Giuseppe Graziosi frequenta il Regio Istituto di Belle Arti di Modena, grazie all'interessamento e ai sussidi elargiti dal sindaco di Savignano Arsenio Crespellani e dalla moglie Emilia Rovere. 

Nell’Accademia modenese l’artista segue i corsi di scultura di Giuseppe Gibellini e di Silvestro Barberini, entrambi legati da un lato a quel lessico purista e classicheggiante che si imponeva nella realizzazione dei monumenti ufficiali, e dall'altro a un maggiore verismo nelle opere minori, in linea con le tendenze più aggiornate della scultura italiana del tempo.

Un documento rintracciato nelle Carte Crespellani della Biblioteca Estense elenca in sequenza cronologica le opere scultoree realizzate dall'artista nei suoi anni di studio.

Uno dei primi lavori documentati è un bozzetto preparatorio in terracotta per un monumento, mai realizzato, a Dante Alighieri.

Al 1896 si datano i busti in terracotta policroma dei coniugi Crespellani, suoi benefattori, (ora in collezione privata) caratterizzati da un tono affettuoso, ma anche da una fine indagine psicologica. Con il Davide Moderno e il San Giovanni, dal tono immediato e aneddotico, Graziosi vince i primi premi alle Esposizioni Triennali di Modena, appuntamenti che offrivano agli studenti l'occasione per mostrare le opere prodotte in Accademia.

Documentati solo attraverso delle fotografie sono due busti in terracotta: Studio di vecchio (1897) e Primi punti (1898). Nel primo l’accento verista del ritratto si combina con la veste classicheggiante; il secondo raffigura con grande immediatezza una giovane ricamatrice.

Nel 1898 si conclude la prima formazione di Graziosi nell’Istituto modenese, con la realizzazione del gesso Il figlio della gleba (ora nella Gipsoteca Graziosi), con cui partecipa all’Esposizione Nazionale di Torino, raccogliendo grande successo presso la critica e il pubblico.